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Come mai non gattona?

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di Mara Martini il
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La maggior parte dei bimbi sperimenta il “gattonamento“, fra gli 8 e i 10 mesi, come tappa intermedia verso la conquista della stazione eretta e il compimento dei primi passi. Se vostro figlio ha questa età e ancora non gattona, niente paura: tutto nella norma! Ogni bambino ha tempi propri per l’acquisizione delle varie abilità e non tutti hanno gli stessi metodi.

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Quando si parla di gattonamento classico” – quello che si riscontra più di frequente – si intende una modalità di muoversi a quattro zampe facendo leva sulle braccia e appoggiando i palmi delle manine e le ginocchia. Ma esistono diverse simpatiche “variazioni sul tema”: alcuni piccoli ad esempio preferiscono l’andatura a orso, cioè con mani e piedi appoggiati a terra, altri si trovano più comodi a tenere i gomiti sul pavimento e lasciare le gambine semidistese indietro, oppure a strusciare il sederino all’indietro…

Altri, infine, saltano completamente la fase del gattonamento riuscendo ad alzarsi in piedi praticamente da un giorno all’altro. Anche questa situazione, sebbene più rara, è del tutto normale secondo l’esperienza di pediatri e ortopedici e non è destinata ad incidere negativamente sullo sviluppo locomotorio del bambino. Pertanto, non bisogna tentare di far gattonare un bambino che mostri di non averne voglia.

Allo stesso modo, quando un bambino gattona, non c’è motivo di affrettare i tempi per cercare di farlo passare velocemente alla posizione eretta: il piccolo si metterà in piedi quando sarà pronto per farlo.

 

Qualunque sia il tipo di gattonamento o di movimento, questo denota comunque l’acquisizione di una certa sicurezza  fisica e psicologica da parte del piccolo, ed una curiosità verso il mondo circostante. In questa fase, i bimbi vanno alla scoperta dello spazio utilizzando i 5 sensi – soprattutto il tatto – in maniera più attiva e consapevole di quanto facessero stando in braccio ai genitori, seduti nel box o nel seggiolone oppure distesi nella culla.  Nello stesso tempo, queste diverse modalità di esplorazione dell’ambiente facilitano lo sviluppo delle capacità cognitive e il rafforzamento dell’apparato muscolare in vista dei prossimi sgambettamenti.

Certo che per mamma e papà, quando scocca l’ora del gattonamento o dei primi passi, i motivi di ansia si moltiplicano quasi all’infinito! Spigoli, prese elettriche, disinfettanti e detersivi – fino a ieri innocue presenze o fidati alleati della routine domestica – si trasformano d’un tratto in insidiosi nemici, per via dei pericoli ai quali espongono i bebè ora circolanti per casa.

Senza essere esageratamente apprensivi, e senza inibire i movimenti dei piccoli, è chiaro che bisognerà adottare alcuni accorgimenti per limitare al minimo i rischi – ad esempio: rivestire gli spigoli dei mobili con materiale gommoso, coprire le prese elettriche, chiudere con dei cancelletti gli accessi alle scale, riporre medicinali e sostanze pericolose in luoghi lontani dalla portata dei bambini.

 

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