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Come gestire le liti tra bambini

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di Valentina Molinero il
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I bambini che litigano sono assolutamente nella norma,  i genitori lo sanno bene; sopratutto, le liti tra fratelli sono all’ordine del giorno, ma la domanda che molti genitori si fanno è se gli adulti devono o meno intervenire nei litigi tra bambini.

Lo ammetto la tentazione è tantissima, i bambini specialmente tra 1 e 3 anni sono pestiferi, urlano e si picchiano, rischiando anche di farsi male, ma dovremmo restarne fuori. Secondo la psicologia infantile, infatti, il bambino deve imparare fin dai primi anni di vita a risolvere in autonomia i suoi problemi e, perciò, anche nei litigi sarebbe meglio che un genitore eviti di intervenire. Bisogna cercare di educare i bambini all’autonomia, all’essere indipendenti sopratutto nel rapporto con gli altri; bisogna, poi, tener presente che i primi capricci del bambino cominciano a farsi vivi proprio tra il primo e il terzo anno di età: si cerca di attirare l’attenzione dell’adulto, cosa che potrebbe portare a liti con un amichetto o con il proprio fratellino.

In tutte le famiglie capita che i bambini litighino tra loro e i genitori spesso ne sono vittime, chiamati da uno e dall’altro, preoccupati perché i figli possano farsi male; le liti tra bimbi sono del tutto normali, sono segnale di crescita del bambino e devono essere gestite dai bambini stessi. Sicuramente capiterà che i bambini chiedano all’adulto di intervenire, cercando di coinvolgerlo; è un modo per ricevere attenzioni e sentirsi tutelati, ma un genitore non può sempre prendere le parti di un figlio o dell’altro. Quindi cosa si fa? Come gestire le liti tra bambini? Come educare i figli  e responsabilizzarli?

Prima di tutto cercate di seguire la cosa da lontano, ma non cercate il colpevole, non punite nessuno e cercate di essere imparziali. Il genitore che sgrida e continua a dare punizioni ai figli, in questi casi ottiene pochi risultati: i bambini che litigano, se lasciati litigare arriveranno da soli a un accordo, troveranno una soluzione e si riconcilieranno. Il litigio tra bambini aiuta a crescere e imparare, se i genitori privano i propri figli di questa esperienza, perché infastiditi dal baccano, potrebbero crescere figli che in futuro non saranno in grado di gestire i conflitti in quanto privi di intelligenza sociale.

Se dopo la lite i vostri bambini non si parlano, fate capire loro che fare la pace e confrontarsi con gli altri è positivo, che esternare il proprio punto di vista ed esprimere le proprie emozioni è una delle cose migliori che si possa fare. Una volta ristabilita la pace è bene che il genitore faccia capire che vuole bene a entrambi i bambini e faccia loro i complimenti per come hanno saputo gestire la situazione, per come sono stati maturi, per come abbiano evitato di farsi male e abbiano trovato una soluzione senza l’aiuto della mamma o del papà.

Il concetto che dev’essere chiaro è che non si è arbitri dei propri bimbi ma registi, si guarda, si evita il peggio, ma non si interviene. E’ normale, non sentitevi in colpa, se tendete a preoccuparvi maggiormente del bambino più piccolo, è naturale prendere le parti di colui che è più fragile ma non schieratevi. I bambini sono bravi a ricordare queste cose: il figlio grande potrebbe soffrire nel vedervi prendere le parti del piccolo, così come il piccolo potrebbe approfittarne.

Lasciate che i bambini facciano il loro percorso, ciò che potete fare è solo osservare da lontano e intervenire solo in casi limite, così facendo vi renderete conto i litigi dei bambini passano da soli e dopo poche ore torneranno a giocare l’uno accanto all’altro come se nulla fosse successo. Tra 1 e 3 anni, i bimbi sono piccoli, litigare è naturale, piangere altrettanto; non fatevi spaventare da qualche lacrima, la soluzione è nel litigio stesso.

 

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