Non rimango incinta

Come concepire dopo un aborto

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di Valeria Notaro il
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Al contrario di quello che si pensa, concepire dopo un aborto è possibile, bisogna solo considerare l’idea con molta attenzione. Un aborto, che sia terapeutico, interno, spontaneo o volontario procura alla donna, emozioni contrastanti tra loro, ed è considerato, a tutti gli effetti, un evento molto traumatico. Per questo motivo, è necessario che la donna si senta pronta ad affrontare una gravidanza e con un po’ di pazienza questo suo desiderio verrà realizzato. 

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Ecco alcuni consigli per provare a concepire dopo un aborto.

Tener conto dei tempi fisici e rispettarli

Per prima cosa è importante che il corpo femminile, soprattutto il suo apparato riproduttivo, ritrovi il giusto equilibrio, bisogna quindi far passare un po’ di tempo affiché l’ovulazione e il ciclo mestruale ritornino alla normalità.

Secondo l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), dopo un aborto, è consigliabile aspettare circa sei mesi prima di concepire nuovamente. Tuttavia un nuovo studio, effettuato da dei ricercatori dell’Università di Aberdeen e pubblicato sul British Medical Journal nel 2010, ha dimostrato che si può pensare a un nuovo concepimento dopo due mesi dall’aborto, vale a dire quando il ciclo mestruale si regolarizza.

E’ consigliabile, prima di avere un rapporto sessuale col fine di procreare, effettuare una visita ginecologica, con lo scopo di verificare che non ci siano infezioni e per assicurare che lo stato di salute della donna sia buono. Si ritiene necessario inoltre, effettuare un’ecografia interna e sottoporsi al pap test

Rispettare i tempi psicologici

Dopo un aborto, prima di provare a concepire nuovamente, bisogna accertarsi che la donna sia pronta oltre che fisicamente anche mentalmente, per questo è molto importante metabolizzare e superare l’evento traumatico subito (soprattutto se l’aborto è stato spontaneo, cioè non dipeso dalla volontà della donna), in altre parole è necessario elaborare il lutto della perdita, in modo da evitare di cadere in depressione. E’ sbagliato dunque voler avere un figlio, per dimenticare il trauma subito con l’aborto e la conseguente perdita della vita che cresceva dentro di sè.

Sia per quanto riguarda i tempi fisici, sia per quelli psicologici, non c’è una durata stabilita e precisa, ma varia da donna a donna. Ogni donna, infatti, sa quando è il momento di ricomiciare, ognuna sente quando è pronta per concepire nuovamente. Bisogna solo rispettare questi tempi, avere pazienza e riprovare senza stress, con tranquillità e serenità, soprattutto ricordarsi che il rischio di aborto spontaneo è sempre presente, ma non bisogna, per questo, scoraggiarsi.

 

 

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