Bimbo

Come capisco se piange perchè sta male?

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di Giusy Ragni il
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Interpretare i segnali di vostro figlio implica partire dal presupposto che il neonato, quando piange, cerca di trasmettere sempre un suo preciso bisogno; perché il bimbo conosce solo due realtà: stare bene o stare male. Il pianto è l’unico mezzo di comunicazione che conosce ed è compito della mamma imparare a decifrarlo basandosi sul bagaglio dell’esperienza che giorno dopo giorno può accumulare ma soprattutto affidandosi alla sua sensibilità e all’istinto.

bimbo-pianto

I motivi che spingono il neonato a piangere sono molteplici e tutti importanti e mai per “vizio” come sostengono certi luoghi comuni; se vostro figlio piange ha un buon motivo per farlo, quindi dovete cercare di capire il perché  e mettere rimedio al suo disagio, che va dal sentirsi “bagnato” all’avere fame o freddo, dal sonno o dal semplice bisogno di coccole, oppure si sente stanco o infastidito da un suono o da una luce, o ha dolore.

La forma di comunicazione attraverso il pianto si manifesta con il tono, il volume: se il pianto è insistente e forte, deciso, spalanca la bocca succhiandosi una manina, di certo è dettato dalla fame, ma quando un bimbo non si sente bene il suo pianto è insistente, a tratti debole poi acuto, con pause per “prendere fiato”,  a seconda del dolore o del malessere che accusa può essere agitato o debole nei movimenti, si può assopire a tratti, stremato dal pianto e dal dolore, ma non fa un sonno regolare e riposante, o non dorme, rifiuta di mangiare, ma prende comunque il seno materno perchè è consolatorio. Tutto questo  non significa che vostro figlio ha necessariamente qualcosa di grave, ma solo qualche disturbo passeggero.

Imparare a distinguere le false urgenze da quelle autentiche è fondamentale, anche per saper valutare bene quando chiamare il pediatra, senza agitazione inutile e angosce che fanno male a voi e anche a vostro figlio che percepisce i vostri stato d’animo. Prendete vostro figlio in braccio, in una posizione che gli trasmette sicurezza, osservate le sue reazioni e la modulazione del suo pianto, provate a calmarlo, orientandovi su diverse soluzioni, se non ottenete nessun risultato positivo, cullatelo e con serenità e attendete l’arrivo del pediatra che vi aiuterà a risolvere il problema.

 

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