Alimentazione

Combatti a tavola le malattie che arrivano con il freddo

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di Mara Martini il
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I virus e i batteri responsabili di influenze, raffreddori, mal di gola & co sono attivi e circolanti durante tutto l’anno, ma attecchiscono più facilmente in inverno per via della condizione di maggior vulnerabilità dell’organismo umano.

Questo non vuol dire però che dobbiamo ammalarci per forza tutti gli inverni, come fosse un pedaggio da pagare! Possiamo giocare d’anticipo! E l’alimentazione, in questo caso, svolge un ruolo importantissimo perché può aiutarci a tenere alta la guardia del nostro sistema immunitario, rendendoci più resistenti e quindi meno ricettivi all’attacco degli “antipatici” germi. Perciò, senza aspettare che arrivi il “generale inverno” con gelo e nevicate, cominciamo sin da ora a inserire nel menu di tutta la famiglia (a partire dai 3 anni di età) questi preziosi alleati delle nostre difese:

Broccoli, spinaci, pomodori, zucca e carote – fonti di Betacarotene. Questi ortaggi sono fra i cibi più ricchi di betacarotene, che è un precursore della vitamina A; questa, a sua volta, interviene nella produzione dei globuli bianchi – che combattono le infezioni – e aiuta la funzionalità di mucose ed epiteli (come quelli delle narici, ad esempio) che costituiscono la prima barriera fisica del nostro corpo contro l’attacco dei temibili virus. Se siamo incinte, poi, abbondiamo soprattutto con broccoli e spinaci, che sono altresì ricchi di vitamina B9, o acido folico, fondamentale per lo sviluppo del feto.

Arance, mandarini, clementine, mapokiwi, peperoni – per la Vitamina C. Gli agrumi e i peperoni sono notoriamente dei grandi serbatoi di vitamina C, un potentissimo antivirale, antibatterico e antinfiammatorio naturale. Sarebbe bene cercare di assumerli anche durante il corso delle malattie (di varia natura) e delle convalescenze, per assicurarci una ripresa più veloce (vedi infra).

Noci, nocciole, mandorle, arachidi, olio d’oliva – ricchi di Vitamina E. I grassi benefici contenuti in questi alimenti, grazie alle loro proprietà antiossidanti, contrastano l’invecchiamento cellulare e stimolano la produzione dei linfociti, i “soldatini” che combattono i germi cattivi entrati nel nostro organismo. Per quanto riguarda la frutta secca, dato il suo forte apporto calorico, conviene consumarne non più di quattro/cinque unità al giorno, preferibilmente in occasione della prima colazione, quando il metabolismo è più veloce.

Cereali integrali – per l’apporto di Vitamina B6. Anche questa vitamina favorisce la produzione di anticorpi e linfociti T.

Carne rossa, fegatofrattaglie – densi di Vitamine B5 e B12,  ferro e zinco, utili al funzionamento degli anticorpi. In generale, secondo i medici, non si dovrebbe mai esagerare con il consumo di carni rosse e parti grasse degli animali, per via della considerevole presenza di colesterolo cattivo e della loro potenziale tossicità per l’apparato digerente. Allora, scegliamo la strada del “giusto mezzo virtuoso”, e proviamo ad assumere questi alimenti per un paio di giorni alla settimana. In queste dosi moderate, fegato e frattaglie sono permessi – anzi molto consigliati – pure alle donne gravide, dato il loro alto contenuto anche di acido folico.

Pesce e frutti di mare – ricchi soprattutto di zinco. Anche pesce e frutti di mare hanno un alto contenuto di zinco (e vi si trova anche la vitamina B5 – in misura minore), ma con meno effetti collaterali rispetto alle carni rosse. Inoltre, rappresentano anch’essi un’ottima fonte di vitamina B12 e ferro – anti-anemia.

Grana e parmigiano – ricchi di proteine, minerali (calcio soprattutto) e vitamine del gruppo A e B.

Latte fermentato – per la presenza dei fermenti probiotici. Diversi studi attribuiscono ai fermenti vivi contenuti in tale prodotto la capacità di rafforzare il sistema immunitario umano.

Infine, regola aurea valida sempre – ancor più in vista di un possibile incontro ravvicinato con germi patogeni – è quella di bere a sufficienza, in modo da mantenere idratate – e quindi più reattive – le mucose di bocca, gola e cavità nasali.

 

Che fare, invece, se nonostante tutte le attenzioni, virus e batteri hanno avuto la meglio sui nostri anticorpi?

In questo caso, bisogna assecondare il nostro corpo, che – specie nei giorni di maggior acuzie della malattia – inibirà lo stimolo della fame e ci provocherà un senso di nausea.  Si tratta di una forma di autodifesa, che l’organismo mette in atto per poter impegnare tutte le energie a disposizione nel debellare i microrganismi cattivi.

NO, però, al digiuno totale! Senza dover fare pasti completi, è tuttavia necessario procurare al nostro corpo alcuni nutrienti-base, essenziali perché questo possa recuperare le forze e attivare le difese immunitarie; questi sono: liquidi, zuccheri, vitamine, proteine e sali minerali. Mentre è comunque il caso di evitare (anche qualora l’appetito non ci manchi): formaggi, insaccati e alimenti molto grassi, che appesantiscono la digestione e sottraggono risorse al sistema immunitario. Se è presente la tosse, poi, è consigliabile ridurre anche il consumo di yogurt, latte e derivati, che contengono sostanze favorenti la produzione di muco.

Ecco, invece, alcuni validissimi alleati nella lotta contro i malanni invernali (oltre a tanta acqua, magari bevuta in piccoli sorsi), facili da inserire nella dieta e da mandar giù anche quando stiamo male:

  • • Agrumi (anche in forma di spremuta) e altri frutti contenenti vitamina C;
  • • Spezie come zenzero e peperoncino – dalle proprietà fluidificanti ed espettoranti;
  • • Tè leggero, camomilla e tisane balsamiche (come quelle a base di: eucalipto, menta e timo), meglio se dolcificate con un cucchiaino di miele – aiutano a liberare le vie aeree;
  • • E infine: il brodo caldo. Di carne o vegetale, questo alimento ha il merito di riscaldare le alte vie respiratorie aiutandole così a lavorare meglio. Fornisce liquidi, che durante una malattia bisogna reintegrare con più frequenza, specie se è presente febbre alta. Quello di carne, poi, contiene anche proteine cosiddette “nobili”, cioè di alto valore biologico perché costituite da tutti gli aminoacidi; e in particolare, il brodo di pollo ha dimostrato di possedere sostanze (segnatamente, la carbocisteina) ad efficacia antinfiammatoria ed immunostimolante.

 

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