Dal sesto al nono mese

Che differenza c’è tra parto indotto e parto pilotato?

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di Valeria Notaro il
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Ormai ci siamo, è l’ultimo mese di gravidanza e il parto non tarderà molto ad arrivare. Si spera che tutto andrà bene e che potrete partorire naturalmente senza problemi. Ma se il termine è scaduto e il travaglio non è iniziato cosa succede?

In questo caso saranno i medici a stabilire se praticare il parto indotto o il parto pilotato, ma che differenza c’è fra i due tipi di parto?

Parto indotto

Il parto indotto è quando i medici somministrano dei farmaci specifici per avviare il travaglio, questi farmaci stimolano in modo artificiale le contrazioni.

Se si ricorre al parto indotto la mamma e il bambino vanno monitorate in modo costante, anche la somministrazione dei farmaci verrà fatto sotto stretto controllo da parte dei medici.

In caso di parto indotto si usa farmaci a base di prostaglandine, che sono delle sostanze naturali prodotte dall’organismo, ma che la donna non riesce a produrre e quindi il travaglio non parte, la prostaglandine si somministra sotto forma di gel o candelette che si introducono nella vagina ogni 6 o 12 ore circa 2/3 volte. Il loro compito è ammorbidire il collo dell’utero in modo che si dilati dando il via alle contrazioni.

Parto pilotato

Si parla di parto pilotato quando il travaglio è già iniziato ma le contrazioni sono deboli e non costanti e di conseguenza non vi è un’adatta dilatazione della cervice uterina, in questo caso il ginecologo può prendere la decisione di pilotare il parto somministrando dei farmaci specifici che permettono di regolare le contrazioni e il travaglio.

Si ricorre al parto pilotato solo se il travaglio è già iniziato naturalmente ma essendo le contrazioni deboli c’è bisogno di un aiuto per diminuire i tempi.

In caso di parto pilotato si utilizza l’ossitocina, un ormone prodotto dall’ipofisi che serve per provocare le contrazioni. Viene somministrata per via endovenosa con delle flebo.

In entrambi i casi è importante che la mamma e il bambino siano tenuti sotto stretta osservazione, monitorando la pressione e la frequenza cardiaca, viene tenuto sotto controllo anche il liquido amniotico in caso abbia tracce di sangue o di meconio.

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