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Cause e possibili rimedi della pipì a letto

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di Mara Martini il
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Con il termine enuresi notturna si intende la perdita involontaria di pipì durante la notte con completo svuotamento della vescica, nei bambini dai 5 anni in su. Al di sotto di questa età, infatti, non può parlarsi di una condizione patologica, visto che il processo di autonomizzazione della diuresi è graduale e varia da bambino a bambino.

Anche al di sopra dei 5 anni, poi, l’esperienza di bagnare il letto sporadicamente può essere comune a molti bambini e non necessita generalmente dell’intervento del pediatra. Dati statistici ci dicono che a 4 anni e mezzo a circa 1 bambino su 5 capita di fare la pipì a letto 2 volte a settimana, mentre a 9 e mezzo solo l’8% dei piccoli lo fa.

Il disagio – psicologico e fisico – si ha quando le lenzuola bagnate sono una consuetudine! Vediamo insieme, dunque, come aiutare i bambini a non bagnare più il letto; ecco alcune cause e possibili rimedi della pipì a letto:

Enuresi primaria e secondaria

In primo luogo, vanno distinte 2 tipologie di incontinenza:

  1. l’enuresi primaria – che si verifica quando il bimbo non ha mai raggiunto la totale continenza notturna per almeno 6 mesi di seguito. E’ la forma più frequente e interessa maggiormente il sesso maschile.
  2. l’enuresi secondaria – più rara nei bambini, è anche diurna ed è in realtà un sintomo di altre patologie – disturbi neurologici, genito-urinari, diabete etc. – e si risolve curando il problema che l’ha originata.

Cause

Per quanto riguarda le cause, mentre nell’enuresi secondaria dipendendo dalla patologia sottostante sono facilmente rintracciabili, non sono ancora del tutto chiare quelle dell’enuresi primaria. Molto probabilmente, si tratta di una concorrenza di fattori ormonali e genetici.

Rimedi

Sia nei casi di enuresi primaria che secondaria, prima ancora di mettere in atto la terapia indicata dal relativo specialista, occorrerà da parte della famiglia cercare di instaurare un clima sereno, per quanto possano essere pesanti per i genitori i risvegli notturni e i cambi di vestiti e lenzuola, che rassicuri il bambino e non aggiunga ansia e imbarazzo a quelli che già prova. Può essere utile, poi,  mettere in pratica alcuni accorgimenti comportamentali che possono aiutare a risolvere il problema della pipì a letto:

  • Dietacorretta. Evitare di far mangiare al bambino le cosiddette “schifezze” o cibi troppo salati (specie a cena) per non indurlo a bere troppo. Sono poi da limitare le bevande a base di cola e caffeina, camomille e tisane serali, poiché diuretiche.
  • Far svuotare la vescica al piccolo dalle 4 alle 7 volte al giorno, e sempre subito prima che si corichi.
  • Cercare anche di evitare la stipsi, che, con il ristagno delle feci nell’ampolla rettale, potrebbe stimolare meccanicamente la vescica causando la perdita involontaria di urina.

Terapia

Se l’anamnesi e la visita obiettiva condotta dal medico fanno propendere per una enuresi primaria, non c’è bisogno di ulteriori esami. Il trattamento a questo punto potrà avvalersi: degli “allarmi”, ovvero dei dispositivi che cominciano a suonare appena si perde la prima goccia di urina, inducendo il bambino ad andare in bagno così da abituarlo alle “alzate” notturne; se il dottore lo crede opportuno, in alcuni casi potrà essere necessario ricorrere a dei farmaci a base di desmopressina, un ormone che aumenta la concentrazione delle urine e ne riduce la quantità di acqua.

 

 

 

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