Alimentazione

Brindisi senza pensieri

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di Mara Martini il
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Le feste di inizio anno sono passate da un pezzo, ma fra happy hour con le amiche, cene di lavoro, e pranzi della domenica, non è raro concederci ancora qualche cin cin! A meno che non siamo incinte, e purché non alziamo il gomito, non c’è nessun problema. … Se non fosse per quelle molecole di anidride solforosa di troppo che a volte “appesantiscono” le bevande alcoliche. L’anidride solforosa è un composto naturalmente rintracciabile in tutti i vini, perché prodotto dai lieviti che intervengono nella fermentazione del mosto; ma si tratta di quantità minime. 

Date le sue proprietà antisettiche e antiossidanti, l’anidride solforosa viene però anche aggiunta dai produttori per esaltare il gusto e soprattutto per aumentare la conservabilità degli alcolici. Il rovescio della medaglia è rappresentato dai numerosi effetti collaterali che questa sostanza può provocare, a carico del sistema digestivo (poiché degrada la vitamina B1, alterando così il metabolismo glucidico), e soprattutto di quello vascolare – l’anidride solforosa dilata infatti i vasi sanguigni e questo può causare cefalea e capogiri. 

Ecco perché capita spesso di sentirsi “ubriacati” anche dopo un solo bicchiere.

La normativa europea consente la presenza di anidride solforosa in un rapporto di: 160 mg/l nei vini rossi; 210 mg/l nei bianchi e nei rosati; 300 mg/l nei passiti. Ma negli anni di raccolti particolarmente sfavorevoli, ciascuno di questi limiti può essere innalzato di 40 mg/l.

Se non vogliamo rinunciare al piacere di un bel bicchiere di rosso o di un festoso calice di spumante, ecco qualche “stratagemma”.

Innanzitutto, esistono i vini bio, che pur non essendo privi di solfiti aggiunti, ne contengono tuttavia percentuali molto inferiori (la legge impone un limite compreso fra i 100 i 150 mg/l, a seconda che si tratti di vini rossi, bianchi o rosati).

In secondo luogo, bisogna ricordare che vini chiari, poco alcolici e con bassa acidità richiedono l’uso di un quantitativo maggiore si additivi solforosi per migliorarne le proprietà.

Infine, migliore è la qualità del vino, minore sarà la sua alterazione.

A questo punto, buona scelta e buon brindisi!

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