Essere Mamma

Bonus e Assegno di maternità 2014

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di Valentina Molinero il
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Ormai lo sappiamo tutti, esistono da parte dello Stato delle agevolazioni per le neo mamme, agevolazioni minori a quelle che ci sono in altri paesi, ma che comunque possono darci una mano con l’arrivo di un nuovo componente della famiglia. Lo Stato ha rinnovato anche per il 2014 e i due anni successivi, il Bonus Bebè, un aiuto economico importante per le mamme in possesso di un regolare contratto di lavoro, che però quest’anno ha subito una trasformazione.

Non si tratta più di un contributo a fondo perduto, ma di una opportunità di accedere ad prestito fino a 5000 euro da restituire entro cinque anni a condizioni agevolate e garantite. Tutti gli enti che hanno aderito all’iniziativa, il cui elenco può essere consultato nel sito www.fondonuovinati.it istituito dal Ministero della Famiglia insieme agli altri dettagli della normativa, comprendono le principali banche italiane che si sono impegnate ad erogare il prestito mantenendo un tasso di interesse pari al 50% di quello in vigore sui prestiti personali al momento della stipulazione. Non ci sono limiti di reddito per accedere all’agevolazione del prestito e la richiesta può essere fatta per ogni bambino nato o adottato. La domanda deve essere inoltrata entro il 30 giugno dell’anno successivo alla nascita direttamente presso le banche che avranno a disposizione un apposito modulo da compilare.

Chi invece è stato licenziata o lavora senza diritto ad altri trattamenti di maternità a quali aiuti previsti dallo Stato può accedere? Con almeno tre mesi di contributi nel periodo compreso tra i 9 e i 18 mesi prima del parto e per le madri che hanno lavorato almeno tre mesi negli ultimi nove è possibile accedere all’assegno di maternità anch’esso confermato per il 2014. La domanda va presentata all’Inps anche tramite i patronati. Info su www.inps.it. Invece le mamme casalinghe o disoccupate possono chiedere al proprio comune di residenza l’assegno di maternità dei comuni, un contributo che va chiesto entro sei mesi dalla nascita del figlio o dall’adozione e dall’affidamento, e che viene concesso in base a reddito e ampiezza del nucleo famigliare. Vediamo semplicemente cosa significa… L’assegno di maternità comunale spetta a condizione che i redditi ed i patrimoni posseduti dal nucleo familiare della madre al momento della data della domanda di assegno non superino il valore dell’Indicatore della Situazione Economica (ISE) applicabile alla data di nascita del figlio (ovvero di ingresso del minore nella famiglia adottiva o affidataria).

Ai fini della dichiarazione ISE è comunque possibile ricevere opportuna assistenza da parte dei CAF convenzionati con il Comune di residenza. In genere, gli uffici dei Comuni rendono disponibili i modelli di domanda che possono essere utilizzati per la richiesta dell’assegno. L’assegno concesso è di un importo complessivo pari ad euro 1.545,55 in caso di madre non è lavoratrice. In caso di madre lavoratrice, l’assegno viene pagato per intero se durante il periodo di maternità non spetta l’indennità di maternità dell’Inps oppure la retribuzione; se l’indennità di maternità dell’Inps oppure la retribuzione sono di importo superiore rispetto all’importo dell’assegno, l’assegno viene pagato per la differenza (c.d. quota differenziale).

L’assegno spetta per ogni figlio, quindi, in caso di parto gemellare oppure di adozione o affidamento di più minori, l’importo è moltiplicato per il numero dei nati o adottati/affidati. Essere informati su gli importi e i metodi per accedere ai contribuiti è molto importante per le neo mamme, perchè questi aiuti possono davvero fare la differenza nell’arrivo di una nuova vita. Nei vari Comuni e sui siti internet le famiglie possono ovviamente trovare fac simili, forum di discussione ed è semplicissimo anche scaricare aggiornamenti e cambiamenti delle norme di legge.

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