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Boel test: cos’è e a cosa serve

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di Stefania Roin il
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I nostri bambini sono quanto di più prezioso abbiamo. Dal primo istante in cui li abbiamo tenuti tra le braccia è stata magia pura: l’unico appuntamento al buio in cui ogni mamma ha incontrato, di certo, l’amore della vita.

E da quell’istante ogni pensiero va a loro ed alla loro benessere: la loro salute innanzitutto!

Proprio in quest’ottica sappiate che l’evoluzione dello sviluppo psicomotorio nel primo anno di vita di un bimbo è fondamentale: nei primi 365 giorni di vita accadono infatti tantissime cose sia nel suo corpicino che nella sua testa. Lo sviluppo è accelerato e in pochi mesi i cambiamenti sono radicali: sorride, impara a gattonare, abbozza le prime parole e questi suoi sviluppi non possono che far piacere.

Per vigilare sulla salute dei nostri cuccioli, nel loro primo anno di vita, sarà necessario sottoporli ad alcuni specifici esami che testino il corretto sviluppo di tutte le loro funzioni fisiologiche.

Una facoltà essenziale è proprio l’udito che va controllato molto presto per individuare eventuali problematiche (magari di tipo “meccanico”) che se trattate tempestivamente potranno risolversi in modo rapido ed efficace.

Naturalmente, noi genitori abbiamo modo di fare qualche test casalingo per verificare se i nostri bimbi ci sentono bene; già a 3 mesi, infatti, il bambino è in grado di girare la testa verso la fonte di un suono, mentre a 5-6 mesi percepisce se l’imput viene dal basso o dall’alto, e abbassa o solleva il capo di conseguenza.

Durante i controlli dal pediatra, verrà testata la capacità uditiva del vostro bimbo suonando dei campanellini.

Perchè il pediatra utilizza dei campanellini?

Perchè sta effettundo il Boel-test. Si tratta di un test che sembra un gioco ed invece fornisce importanti informazioni sull’udito ma anche sulla vista e sul quadro neuro-motorio del nostro piccolino.

Si tratta di una verifica di routine che arriva intorno ai 7-9 mesi del bebè, ed è davvero molto importante per individuare eventuali disturbi che possono interessare le capacità auditive del piccolo in modo da porvi rimedio quanto prima.

Come si svolge?

Per effettuare l’esame, il bambino deve essere immerso in un ambiente silenzioso. Dapprima il medico concentra la sua attenzione su un oggetto definito “distraente” (un bastoncino rosso), che viene fatto muovere davanti ai suoi occhi.

Poi, in modo improvviso, la mano del pediatra posta dal lato opposto rispetto a quello verso cui sono rivolti gli occhi del bebè, produce un suono forte e improvviso, con l’ausilio di campanellini. Se l’orecchio e i riflessi del bimbo sono a posto, il piccolo si dovrebbe voltare immediatamente verso la fonte sonora. Il test va ripetuto anche dall’altro lato, per appurare che l’udito sia perfetto.

L’ esame non dura più di 10 minuti e se i risultati sono confortanti, non va ripetuto altre oltre.

E se il bambino non dovesse rispondere come “da manuale” agli stimoli sonori?

In questo caso non allarmatevi poiché i motivi potrebbero essere tanti e non necessariamente patologici.

Il medico probabilmente ripeterà il Boel test una settimana dopo il primo esame.

I bambini, infatti, possono avere qualche problema transitorio alle orecchie che compromette il buon esito dell’esame (come un raffreddore che abbia momentaneamente “bloccato” un orecchio, o una piccola infezione), ma è sufficiente anche una tendenza a distrarsi facilmente.

La reiterazione del test dovrebbe essere sufficiente a far luce su cause di questo tipo e stabilire che non vi siano disturbi più seri.

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