Alimentazione Bimbo

Benedetta vitamina D!

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di Mara Martini il
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Secondo recenti studi americani ed europei, bambini e adolescenti dei nostri tempi rischiano una carenza di vitamina D.

Vitamina-D

Il dato è preoccupante, dal momento che il prezioso nutriente concorre, come si sa, all’assorbimento del calcio da parte dell’intestino e alla formazione del picco di massa ossea. La conseguenza più grave e più nota di una sua mancanza nei bambini è, infatti, il temibile rachitismo.

Ma non solo: ultimamente sono infatti stati scoperti numerosi altri benefici sistemici di questa vitamina. Sembrerebbe ormai accertato – ad esempio – un ruolo della vitamina D nella prevenzione delle malattie autoimmuni e delle allergie alimentari, nonché una sua azione positiva nel trattamento degli episodi asmatici. Mentre si sta studiando la possibile relazione fra assunzione di vitamina D e prevenzione di infarti, ictus e malattie neurologiche. Ecco perché è bene fare in modo che il nostro bimbo non ne “resti a secco”!

Gli esperti hanno fissato in 10 mcg il fabbisogno giornaliero  di vitamina D per i bambini e i ragazzi infrasedicenni, ma – come dicevamo – indagini sperimentali hanno rivelato che pochi bimbi raggiungono questa quota. Così come sono varie le fonti di approvvigionamento di vitamina D, anche le cause di un suo deficit possono essere le più diverse – da un insufficiente apporto alimentare ad una  perdita eccessiva fino all'”incapacità” dell’organismo di sintetizzarla. Ma è possibile rimediare. Vediamo come.

Prendendo in considerazione l’introito alimentare della vitamina D, dobbiamo ricordare che non sono molti in realtà gli alimenti dai quali è possibile trarre quantità adeguate della benefica sostanza – fra questi (in ordine decrescente):

merluzzo, salmone, tonno, sardine (e in genere i pesci abbastanza grassi)

fegato

uova

burro

latte

 

D’altra parte, però, la vitamina D è anche detta la vitamina del sole, perché l’80% di essa viene sintetizzata nel derma a partire da un suo precursore (il 7-deidrocolesterolo), in presenza delle radiazioni solari. La buona notizia è che basterebbero solo 10-15 minuti al giorno di adeguata esposizione alla luce naturale per stimolare la produzione della vitamina; e se per un giorno ci si espone un po’ di più, il surplus di vitamina D prodotta viene immagazzinata nel fegato e utilizzata dall’organismo alla bisogna.

Anche per questo è raccomandabile che i bambini trascorrano del tempo all’aria aperta anche in inverno (a meno che non piova)!

Per i piccoli di età inferiore all’anno di vita, la difficoltà (e, in estate, anche la controindicazione per via dei rischi di scottature) di essere esposti ai raggi del sole rende necessaria l’integrazione alimentare della vitamina D. E discorso analogo si potrebbe fare per quegli adolescenti e preadolescenti che trascorrono i pomeriggi fra compiti scolastici e computer.

 

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