Dal sesto al nono mese

Attività fisica in gravidanza: come e quanto?

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di Mara Martini il
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È importante continuare a fare un po’ di attività fisica anche nell’ultima fase della dolce attesa – anche se non ci chiamiamo Belen Rodriguez e non lavoriamo in televisione! Non sono infatti solo di tipo estetico i benefici che ne derivano, ma sistemici e “di salute”.

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Benefici psico-fisici

Oltre a contenere l’accumulo di peso (problema che in questo periodo della gravidanza può preoccupare marginalmente le future mamme), la pratica costante di un moderato esercizio fisico ha un’influenza più che positiva sull’intero organismo e, cosa non meno importante, sul benessere psicologico.

A livello fisico:

1) contribuisce a mantenere tonici i muscoli, e questo può aiutare la donna ad affrontare meglio  il momento stesso del parto e, dopo la nascita del bebè, a sopportare la fatica del nuovo impegnativo compito a cui è chiamata;

2) favorisce una corretta circolazione del sangue, l’ossigenazione dei tessuti, il controllo del battito cardiaco e della respirazione;

3) aiuta a combattere disturbi digestivi come stitichezza, dispepsia o reflusso gastrico – problemi che spesso affliggono le gestanti durante l’ultimo trimestre a causa della compressione dell’utero contro gli altri organi della cavità addominale e che possono essere aggravati da uno stile di vita eccessivamente sedentario;

4) può funzionare come palliativo per il mal di schiena, un altro “acciacco” comune, frequente soprattutto quando la gravidanza è avanzata.

 

Infine, dedicarsi ad una attività fisica, meglio se in compagnia e meglio ancora se in compagnia di altre “colleghe”, può rappresentare per la futura mamma un piacevole momento di svago, di scambio di impressioni e consigli, un’occasione per dedicarsi a se stessa, e una pausa di relax.

 

Scegliere lo sport giusto

Essenziale è scegliere l’attività giusta, o meglio evitare quelle controindicate. In questa fase, il pancione comincia a diventare ingombrante e la donna è naturalmente meno agile e tende a stancarsi più facilmente. Inoltre, i movimenti devono essere assolutamente non traumatici e non pericolosi per il bambino.

NO, quindi, agli sport che comportano: sforzi intensi (come il sollevamento pesi o la corsa), salti, cambi di direzione repentini (come lo step, ed alcuni tipi di aerobica), rischio di cadute; e in generale NO a tutti quelli ad alto impatto o con un ritmo troppo veloce.

Sì invece alla ginnastica dolce, al pilates (non tutte le posizioni, l’istruttore saprà selezionare quelle adatte) e allo yoga (anche in questo caso, non tutte le posizioni). In particolare, negli ultimi tempi stanno spopolando due discipline pensate apposta per le donne incinte:  “Acquaticità per gestanti” e “MammaFit Gravidanza Workout” (quest’ultimo è una novità assoluta e per il momento sono stati attivati corsi solo nelle città di: Bergamo, Brescia, Genova, Milano, Monza, Reggio Emilia e Torino), che si compongono di una serie di esercizi mirati a prevenire i disturbi tipici della gravidanza e a preparare il fisico al parto.

 

Infine, lo sport più semplice, economico, sempre efficace, e praticamente privo di controindicazioni ed effetti collaterali è la camminata a passo moderato, preferibilmente praticata in un parco o in strade poco trafficate (ma non isolate), calzando scarpe ginniche o comunque comode e con tacco basso.

Quanto detto vale solo ove lo stato di salute generale sia buono e la gravidanza non si presenti problematica, a rischio di aborto o parto pre-termine. Anche in questo caso, però, ricordiamoci di consultare sempre il nostro medico prima di intraprendere qualsiasi attività.

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