Essere Mamma

Asilo nido, nonni o baby sitter?

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di Laura Pandolfi il
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Presto o tardi per quasi tutte le mamme si presenterà il dilemma: lo inserisco in asilo? E’ il momento giusto per farlo? A chi posso affidarlo altrimenti? Vediamo quali sono i consigli degli esperti e quali le alternative per avere la possibilità di tornare a lavorare o avere semplicemente del tempo libero stando tranquille che il nostro bambino sia sereno in attesa del nostro ritorno.

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La questione di quando inserirlo è stata dibattuta a lungo. La maggior parte degli psicologi concorda che l’età più adatta sia nel secondo semestre di vita. Essi affermano che il rapporto mamma-bambino si struttura gradualmente nell’arco del primo anno di vita e fino all’età di 7-8 mesi il bambino sovrappone e confonde la propria persona con quella della propria mamma e solo dopo quest’età comincia a capire che la mamma è un’altra persona e non una parte integrante di sé. In questo periodo il piccolo comincia a ricordare la mamma e la immagina con la fantasia quando è assente e riesce ad attenderne il ritorno senza angoscia. A questo punto è pronto ad accettare la nuova esperienza dell’asilo e soprattutto a viverla in modo positivo.

C’è anche da dire però, che purtroppo non tutte le mamme possono riprendere così tardi a lavoro. Queste mamme non devono sentirsi assalite da ingiusti sensi di colpa. Anche in questo caso il bambino riuscirà a compiere normalmente i propri processi di maturazione mentale, se la mamma riuscirà a compensare la sua assenza con un’affettuosa presenza nei momenti liberi della giornata.

Se non vi sentite pronte per l’inserimento in asilo nido, esiste l’alternativa, quando possibile,  di affidare il piccolo ai nonni e questo può presentare indubbi vantaggi, come il legame affettivo tra loro e la possibilità di evitare l’insorgere di frequenti malattie. La mamma potrà sentirsi tranquilla e serena, ed anche per i nonni poi potrà essere un motivo di gioia ed orgoglio, si sentiranno utili e gratificati riuscendo ad appagare ancora il loro innato senso materno o paterno. Ovviamente il distacco dalla madre esiste ugualmente, anche se meno traumatico perché avviene in ambito familiare.

Un’altra possibile alternativa all’asilo nido è rappresentata dalla baby-sitter. Anche questa soluzione presenta aspetti positivi e negativi. E’ importante che la baby-sitter sia comprensiva e materna, che sappia fornire sufficienti stimoli per un valido sviluppo intellettivo del bambino. Spesso il bambino si affeziona intensamente a questa figura, specie quando riesce ad accettarla ed idealizzarla come buona. Inoltre, a differenza dei nonni, non essendo legata al piccolo da un vincolo affettivo così intenso riesce a viziarlo meno ad essere più razionale, meno emotiva nell’accondiscendere o meno alle sue richieste.

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