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Asilo: come lo aiuto nell’inserimento?

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di Valentina Molinero il
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Lo sanno tutte le mamme, che quando arrivano i tre anni, i bambini devono affrontare l’inserimento nella scuola materna, e questo momento non è sempre semplicissimo, a volte richiede molto impegno e molto coraggio anche da parte dei genitori.

asilo

Per il bambino questo momento è una grande sfida, è la prima cosa che fa da solo: si allontana dalla famiglia per cominciare un’avventura tutta sua e non sempre ci riesce con facilità. Ovviamente l’asilo non è obbligatorio ma è sempre bene che i bambini lo frequentino perché aiuta la condivisione, la crescita, lo sviluppo intellettuale ma anche le doti creative e di relazione. Ad oggi i pediatri consigliano addirittura di far frequentare ai bambini il nido, così da renderli autonomi molto prima.

L’unico problema dell’asilo è affrontare il distacco, problema che può vivere il bambino ma anche la mamma, per i genitori infatti questo cambiamento è fonte di molte ansie e timori; il privarsi della presenza del bambino, la perdita del controllo assoluto su di lui è sempre difficile da accettare, ma è necessario farlo per il bene del proprio bambino.

Un atteggiamento giusto da parte dei genitori, controllato ed entusiasta, può essere d’aiuto a ridurre la preoccupazione del piccolo, che si trova a fare un cambiamento e ovviamente è un po’ spaventato. La tecnica per affrontare al meglio questo momento, è quella di mostrarsi tranquilli, di preparare il bambino a questo evento molto prima, parlandogli dell’asilo, raccontandogli di quanto sia bello, dei nuovi amichetti e dei giochi. La maggior parte dei bambini soprattutto nelle prime settimane si rifiuta di andare all’asilo, è importante inserirli gradualmente nel nuovo ambiente, magari passando un po’ di tempo con loro nella struttura.

E’ bene evitare atteggiamenti come indugiare sulla porta, chiedere un altro bacio o chiedere al bambino se è arrabbiato perché la mamma va via, tutti questi atteggiamenti possono agitare il piccolo e fargli intendere che l’asilo è un luogo negativo. Può essere d’aiuto nell’inserimento all’asilo creare una propria routine famigliare, una serie di azioni sempre uguali che per il bambino sono rassicuranti, fare in modo che sia sempre lo stesso genitore ad accompagnarlo, aiutarlo ad indossare il grembiulino, essere sempre puntuali e magari parlare della propria giornata scolastica.

Se il bambino si rifiuta di mangiare alla mensa, piange ogni mattina quando lo si lascia e si fa la pipì addosso, non è necessario preoccuparsi più di tanto, bisogna mostrarsi comprensivi, non sgridarlo e spiegargli che dopo poco tempo lo si andrà a riprendere. Il fatto che il piccolo opponga resistenza non è negativo, è solo una dimostrazione di carattere ma se ci si mostra positivi, si presta attenzione ai racconti dei più piccoli, si parla con lui, sicuramente l’asilo sarà un’esperienza bellissima e il bambino supererà il trauma presto.

La regola importante è quella di non scoraggiarsi mai, l’asilo è un momento importante e anche se i primi giorni non sono esattamente idilliaci, con il passare del tempo i problemi scompariranno e il bambino andrà volentieri a scuola.

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