Alimentazione

Arfid, il nuovo disturbo alimentare dei bambini troppo “schizzinosi” a tavola

Foto del Profilo
di Stella Ochaa il
Commenti (0)

I continui capricci a tavola e il rifiuto ostinato verso alcuni alimenti possono essere dei campanelli d’allarme: l’Arfid è un disturbo alimentare a tutti gli effetti, che colpisce prevalentemente bambini e adolescenti. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

L’Arfid (Avoidant/restrictive food intake disorder), ossia disturbo evitante/restrittivo nell’assunzione del cibo, è un nuovo disturbo alimentare che colpisce soprattutto i bambini e gli adolescenti, ma può riguardare anche gli adulti, senza distinzione tra i sessi.

Non avendo ancora un nome, in passato questo disturbo alimentare veniva spesso sottovalutato ed identificato come “capriccio”. Oggi, invece, l’avversione al consumo di determinati alimenti sta mettendo in allarme numerosi pediatri e genitori, soprattutto a causa dei potenziali rischi per la salute dei più piccoli.

Alcuni bambini rifiutano categoricamente qualsiasi tipo di frutto o di verdura, altri invece mangiano solo alimenti frullati o passati, altri ancora non tollerano nessun cibo “colorato” nel piatto. Il disturbo può manifestarsi con sintomi e modalità differenti. Scopriamo quali.

Come si manifesta: le 3 forme diverse

L’Arfid può avere differenti manifestazioni, ne sono state individuate 3:

EVITAMENTO O RIFIUTO DI ALCUNI ALIMENTI. I bambini che ne soffrono tendono ad escludere alcuni cibi in base a certe peculiarità, come ad esempio la consistenza (niente cibi solidi o liquidi), il colore (nessun cibo di colore verde o rosso), l’odore o qualsiasi altra caratteristica percepibile attraverso i sensi. Solitamente il rifiuto riguarda i cibi percepiti come mollicci, viscidi o granulosi.

TIMORE DI STARE MALE O DEL SOFFOCAMENTO. In certi casi il rifiuto di alcuni alimenti deriva dalla paura di stare male. Alcuni bambini si spaventano molto se, ad esempio, va loro di traverso un pezzetto di pane e, per paura che ciò possa ripetersi, lo escludono per sempre dalla loro alimentazione, eliminando anche tutti i cibi con uguale consistenza o aspetto.

DISINTERESSE VERSO IL CIBO. Questa forma di Arfid interessa i bambini che percepiscono il momento del pasto come una forzatura. Non manifestano alcun interesse verso la componente emozionale del cibo e per nutrirsi preferirebbero ricorrere a pillole oppure a delle iniezioni. In questo caso i bambini reagiscono con disgusto agli alimenti proposti, sono estremamente lenti nel mangiare e si distraggono continuamente quando sono a tavola.

I rischi di un’alimentazione povera e troppo selettiva

A lungo andare questo comportamento può avere diverse ripercussioni sulla salute. Perdita di peso, ritardo della crescita, stanchezza, calo dell’attenzione, anemia, osteoporosi ed altri problemi dovuti alla carenza di sostanze nutritive.

In questi casi si rende necessario il ricorso a supplementi nutrizionali ed integratori per compensare gli squilibri causati da un’alimentazione troppo restrittiva.

Come intervenire per uscirne

Quando il pediatra, o il medico, rileva una denutrizione attribuibile all’Arfid, si ricorre all’aiuto di un team di specialisti. Generalmente il bambino viene fatto seguire, oltre che dal medico, anche da uno psicologo ed un nutrizionista per aiutarlo a ricostruire un rapporto sereno ed equilibrato con il cibo.

I genitori, poi, dovranno adottare un atteggiamento positivo verso il cibo, evitando di ricorrere a punizioni, ricatti o urla a tavola. Proporre il cibo in modo diverso, cercando di rende il piatto più invitante possibile è il modo più efficace per stimolare la curiosità dei più piccoli, invogliandoli a superare il rifiuto verso gli alimenti più “ostili”.

Loading...
Bio
Ultimi Post
Foto del Profilo
Hai trovato utile questo articolo?
VOTA

Commenti

commenti