Alimentazione

Alle prese con l’acetone

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di Mara Martini il
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Tutte le mamme prima o poi si trovano ad avere a che fare con una spiacevole ma comunissima sindrome, che sembra colpire con predilezione i  più piccoli (ma che non è infrequente anche fra gli adulti): l’acetone.

acetone

Alcuni bambini, poi, sono particolarmente predisposti all’insorgenza dell’acetone, e durante l’anno vanno incontro a molte “crisi” causate da questo disturbo.

Le cause dell’acetone – la cui presenza è inconfondibilmente segnalata da un alito che sa di frutta marcia – sono molteplici; tra i principali fattori scatenanti: digiuni prolungati, stati di debilitazione dovuti a febbre o a malattie in genere, alimentazione troppo ricca di sostanze lipidiche o troppo povera di glucidi, sforzi fisici (ma anche stress emotivi) intensi e prolungati. In tutte queste situazioni, l’organismo umano, per “caricarsi”, brucia gli zuccheri più velocemente e, quando questi vanno ad esaurirsi, comincia ad attaccare le riserve di grassi. Il metabolismo dei grassi produce sostanze di scarto chiamate corpi chetonici – fra cui appunto il c.d. “acetone” – che entrando in circolo nel sangue producono uno stato di intossicazione. Ecco perché uno dei sintomi più importanti dell’acetone è proprio il vomito, che può anche essere abbondante. Pallore, stanchezza, nausea, inappetenza e malessere generale sono altri segnali caratteristici di uno stato chetonemico.

Le crisi di acetone non devono preoccupare poiché tendono a risolversi in pochi giorni, semplicemente adottando alcuni semplici rimedi e accorgimenti. La cura delle chetonemie consiste fondamentalmente nel reintegrare gli zuccheri, così da riequilibrare il metabolismo dell’organismo, eliminando al contempo le fonti di grassi e i cibi acidi; sarà perciò necessario offrire gradualmente al piccolo degli alimenti zuccherini. Per i primi giorni, si potrà cominciare con la somministrazione di liquidi naturalmente dolci oppure edulcorati con zucchero o miele, come camomilla, succhi di frutta, spremute, tè leggero… per reintrodurre nei giorni seguenti (nel caso di bimbi già svezzati) alimenti solidi e carboidrati complessi, come pezzetti di frutta, fette biscottate dolci, pane, pasta o riso in bianco conditi con un filo di olio. Naturalmente, se è presente il vomito occorrerà aspettare che questo sia passato e che lo stomaco sia di nuovo pronto ad accogliere il cibo; se il vomito è particolarmente persistente e copioso, è necessario l’intervento del pediatra che potrà eventualmente prescrivere l’assunzione di un antiemetico.

3 o 4 giorni sono di solito sufficienti perché il piccolo si ristabilisca e possa riprendere una dieta regolare. Se, però, ci sembra che nostro figlio sia costituzionalmente incline a soffrire di acetone, sarà opportuno rivedere il suo regime alimentare abituale, cercando di ridurre significativamente la quota di grassi giornaliera.

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