Essere Mamma

Alcune idee per le mamme che vogliono fare impresa

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di Marianna Pilato il
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Molte donne, dopo essere diventate mamme, sentono la necessità di aprire un’ attività autonoma per non continuare a essere dipendenti di certi aziende, che spesso non vengono incontro alle loro nuove esigenze (soprattutto per quanto riguarda la flessibilità degli orari lavorativi). Ecco quindi qualche consiglio per cominciare col piede giusto una carriera da imprenditrici.

Per prima cosa, l’azienda o la società che le aspiranti manager vogliono costituire deve riguardare un settore che le appassiona e in cui le stesse hanno già maturato un minimo di esperienza: non si può fondare infatti nessuna attività senza avere bene in mente un progetto preciso attraverso cui poterla sviluppare al meglio. I fallimenti aziendali, non a caso, tante volte sono dovuti a una scorretta pianificazione dei compiti da portare a termine o da una scarsa motivazione da parte di chi l’ha creata.

Per evitare tutto ciò, è necessario redigere un accurato business plan, un documento che aiuta qualsiasi tipo di dirigente a tenere sotto controllo gli obiettivi che si vogliono raggiungere, le varie tempistiche, i mezzi che si hanno a disposizione per ottenere risultati concreti, nonché la crescita esponenziale dell’impresa rispetto al mercato di riferimento. Altrettanto utile è appunto un’analisi costante dei competitor che operano nel medesimo campo: dopo aver scoperto i loro punti di forza e di debolezza, perciò, la neo azienda dovrebbe offrire alla clientela beni o servizi ancora del tutto inediti nel tentativo di fidelizzarla.

Un passo fondamentale da effettuare all’inizio della nuova avventura professionale, poi, è la scelta della forma societaria più consona. L’impresa individuale è quella più semplice, ma se si vuole coinvolgere nel progetto familiari o altri soci, allora si dovrà fondare una “impresa familiare” o “società di persone”.

A prescindere da ciò, soprattutto in questo momento di crisi economica molte mamme hanno paura di rischiare investendo nell’imprenditoria, non avendo spesso neppure i capitali necessari per avviare un’attività in proprio. Non tutte sanno, però, che esistono vari finanziamenti o incentivi  previsti dalla legge 215/92, che riconosce ai progetti selezionati degli stanziamenti attraverso contributi in conto capitale, ma a condizione che l’impresa abbia almeno 50 dipendenti e che sia costituita in maggior parte da donne. Oltre a questa agevolazione saltuariamente varie Regioni o il Ministero delle Pari Opportunità indicono dei bandi appositi per aiutare la start up di imprese al femminile, quindi è sempre bene informarsi contattando gli sportelli dei vari enti istituzionali.

 

 

 

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