Essere Mamma

Al lavoro ti dicono che non sei più attenta come prima… e ti senti frustrata?

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di Michela Gregoris il
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Tornare al lavoro dopo aver avuto un bambino è il più delle volte un’impresa abbastanza ardua: non si può più godere tutto il giorno del proprio bambino e riprendere con i ritmi pre-parto sembra quasi impossibile. Soprattutto perché ora al lavoro si aggiungono gli impegni tipici di una mamma (magari con più di un figlio).

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A volte si è fortunate, e si lavora in un ambiente positivo, che accoglie la neomamma con le dovute accortezze, comprensivo nei confronti delle sue esigenze… sembra un sogno? Non stentiamo a crederlo, spesso infatti le cose non vanno così. Non tutti e tutte sono disposti a comprendere le necessità di una neomamma che lavora, e non si tratta solo del capo, spesso nemmeno i colleghi sono d’aiuto.

Una delle accuse che potrete sentirvi rivolgere è che siete distratte: be’, penserete voi, niente di strano tra notti in bianco, allattamento e viaggi da genitori e suoceri o asilo nido (sì, a volte vi piacerebbe che l’indipendenza del cucciolo avvenisse un po’ prima, ma per gli umani non è così!!!).

È importante però porre un limite: siete tornate al lavoro, è una fortuna (c’è chi lo perde!) ma anche una necessità, quindi cercate il vostro equilibrio: di solito organizzare gli impegni della giornata in modo preciso (ove possibile) vi aiuterà a concentrarvi su un obiettivo alla volta, senza lasciarvi prendere dal panico per la mole di cose da fare.

Non vergognatevi di chiedere aiuto: ma magari meglio farlo con quella collega che è più un’amica, o con quella che ci è passata e vi comprende meglio. Se però ne avete la possibilità, ricambiate presto, in modo che sembri un normale scambio di favori (a prescindere dall’aver avuto un bambino o meno!).

Anche chiedere qualche permesso quando vi è necessario (visite o altri impegni) non deve mandarvi in paranoia (è un vostro diritto), ma magari dimostrate allo stesso tempo che se è necessario (e se vi è possibile) recuperate il tempo “perduto”, arrivando un po’ prima in altre giornate o tagliando di poco la pausa pranzo.

Non sottovalutate le pause brevi: anche due minuti ogni ora staccandosi dal computer possono fare la differenza nell’arco della giornata.

Separate lavoro e famiglia: spesso la distrazione è dovuta proprio al pensiero delle cose da fare anche al di fuori dell’ambiente lavorativo. Se a casa avete delegato a qualcuno un compito, non crucciatevi su come lo eseguirà, ed evitate di pensarci: tanto ormai è fatta! Fidatevi delle persone a cui chiedete aiuto a casa, perché saranno spesso la vostra àncora di salvezza.

Ricordate che il lavoro è un vostro diritto e ve lo siete guadagnato, ma anche fare la mamma è un vostro diritto imprescindibile. Non fatevi mettere i piedi in testa dai colleghi solo perché ora siete mamme: la maternità non è un punto debole, fate in modo che non lo pensino nemmeno loro.

 

 

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