Bimbo

Aiutarlo a camminare, ma come?

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di Valentina Molinero il
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Non c’è emozione più grande che vedere il proprio bambino che comincia a fare i primi passi, è un’emozione grandissima sia per la mamma che per il papà.

Solitamente i primi passi non vengono fatti da tutti i bambini alla stessa età, variano da caso a caso; secondo i pediatri dovrebbero aggirarsi attorno all’anno, ma in realtà si può iniziare molto prima: verso i 9 mesi o molto dopo, come a 16 mesi.

Le condizioni che influiscono sulla deambulazione del vostro bambino sono tantissime: anzitutto i soggetti più esili cominciano prima dei bambini più grassottelli, anche la crescita neurofisiologica è una componente da valutare, ma anche l’aiuto che i genitori danno al bambino non è da sottovalutare.

La mamma e il papà possono essere di grande aiuto per far passare il bambino dal gattonamento alla posizione eretta.
Gattonare è importantissimo perché permette al bambino di acquisire sicurezza, conoscere la casa, individuare gli ostacoli; è sempre bene lasciare che il bambino sperimenti questa fase, dopo aver capito come muoversi e come usare il proprio corpo, tenterà di sollevarsi appoggiandosi ai mobili, alle sedie o alle persone. Una volta sollevatosi imparerà a restare in piedi e a muoversi spostandosi da sedia a sedia, oppure lungo il muro, così da avere un appoggio.

Questo processo può essere più o meno lungo, dipenderà dal tempo che servirà ai muscoli e alle ossa per rafforzarsi e riuscire a sostenere il peso del bambino. La cosa migliore in questa fase è quella di lasciare il bambino libero, di non dargli troppa attenzione in questa prima fase e di lasciarlo sperimentare, cadere e riprovare senza aiutarlo troppo.

La seconda fase sarà quella in cui il bambino comincerà a spostarsi in maniera più o meno sicura, a questo punto è bene riorganizzare gli spazi in casa, eliminare gli oggetti fragili, coprire gli spigoli, chiudere bene i detersivi, eliminare i tappeti, coprire le prese elettriche. L’aiuto che i genitori possono dare nella fase di deambulazione è quello di incoraggiare il bambino, gratificarlo, evitando di spaventarsi in caso di caduta, ma soprattutto evitare di dargli la mano per camminare ma preferire un dito.

Il piccolo non ha bisogno di essere tenuto, ma deve sostenersi e sentirsi indipendente, tenergli la mano, oltre che renderlo insicuro, potrebbe causargli dei danni fisici come la lussazione della testa del radio, cioè l’osso che si trova tra il polso e il gomito, a causa di uno strattonamento. Assecondate i suoi movimenti e la sua volontà, lasciate il bambino il più possibile libero di muoversi.

Un aiuto utile può essere quello di sedersi a terra a giocare, così da essere l’appoggio e il traguardo. Per quanto riguarda l’abbigliamento da scegliere è sempre bene usare pantaloni rinforzati, per evitare che il bambino si faccia male durante le cadute, e mettere ai piedi calzini antiscivolo oppure scarpe non troppo alte, con un plantare flessibile e morbido. Potrebbe succedere che il bambino, cominciando a camminare, adotti delle posizioni un po’ inconsuete, come ad esempio una deambulazione sulle punte dei piedi, oppure una camminata con le punte verso l’interno; non bisogna allarmarsi comunque perché sono due atteggiamenti che facilitano la camminata: l’una perché è più adatta alla posizione eretta, l’altra perché allarga la base d’appoggio.

Ovviamente, indipendentemente da tutti gli aiuti che i genitori possono dare, se il vostro bambino si rifiuta di camminare è sempre bene non forzarlo, il vostro piccolo deve essere pronto a fare i primi passi da solo e quando arriverà il momento lo farà con determinazione e forza di volontà.

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