Dal sesto al nono mese

Agopuntura, il modo migliore per far girare il bambino

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di Valentina Molinero il
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Lo sappiamo quasi tutte, tra la 32ma e 34ma settimana di gravidanza solitamente il bambino si gira. Per poter partorire naturalmente, la posizione che il bambino assume all’interno dell’utero è fondamentale, la testa del neonato deve essere rivolta verso il basso, pronta per incanalarsi nel canale del parto, in quella che viene comunemente chiamata “posizione cefalica”. Questo è l’iter di quasi tutte le gravidanze, esiste però una piccola percentuale (circa 4 ogni 100) che non riesce a trovare la giusta posizione mantenendo in basso i piedi, le ginocchia o il sedere nella cosiddetta posizione podalica. In questo modo è quasi impossibile procedere con un parto naturale ed è necessario ricorrere al taglio cesareo, la maggioranza dei ginecologi non prende infatti neanche in considerazione l’idea di tentare un parto naturale con un bambino podalico. Non è stata scoperta ancora una ragione per cui alcuni bambini non effettuano il cambio di posizione. Esistono tuttavia alcune “categorie” più a rischio, parti gemellari in cui è più facile che uno o entrambi i bambini non riescano a mettersi con la testa verso il basso per mancanza di spazio per muoversi, donne che presentano un sacco amniotico con troppo liquido all’interno e le donne affette da placenta previa. Anche la struttura ossea della mamma pare avere una certa influenza: un bacino molto stretto potrebbe causare una certa carenza dello spazio a disposizione del piccolo per ruotare su se stesso.

Ma questo non ci deve preoccupare poiché secondo le ultime ricerche, prima di effettuare un taglio cesareo, può essere d’aiuto ricorrere all’agopuntura. Questa pratica può infatti favorire la capriola del bambino e permettere alla madre di procedere con il parto naturale. L’agopuntura è una metodologia di origini antichissime, offre ottimi risultati anche nella cura dei disturbi tipici della gravidanza (nausea, vomito e al mal di schiena) e nell’alleviare i dolori del parto. Per riportare il bebè in posizione corretta (a testa in giù) in Cina si pratica da tempo immemorabile la moxibustione (dal cinese “erba che brucia”), tecnica che sfrutta la stimolazione dei punti dell’agopuntura: si stimola il punto V67, situato vicino all’unghia del mignolo del piede, con un ago sottile o con uno stimolo termico, tradizionalmente si usa un sigaro o un cono di artemisia pressata. Ma come si procede? Innanzitutto, il ginecologo agopuntore visita la futura mamma entro 24 ore dai risultati dell’ecografia che hanno confermato la presentazione podalica del feto. Lo specialista procede, poi, con l’anamnesi, cioè ripercorre la storia clinica della donna e le spiega come funziona la tecnica, che consiste nell’accostare il sigaro di artemisia al punto specifico, prima su un piede, poi sull’altro.

Il sigaro va tenuto in posizione per 15-20 minuti. La futura mamma prosegue poi a casa la tecnica per una settimana. Dopo una settimana la gestante ritorna dal medico per un controllo ecografico, cioè per vedere se il bebè si è girato a testa in giù. Se la capriola non si è verificata, il ginecologo propone una seconda settimana di stimolazione. Al termine viene effettuata un’ultima ecografia che consente di verificare se il bambino non si gira perché ha il cordone ombelicale attorcigliato attorno. Questo tipo di metodo è abbastanza semplice, può anche essere praticata direttamente dalla gestante, occorre acquistare il sigaro di artemisia e stimolare con esso il punto di agopuntura V67 di Zhiyin, sul piede, vicino all’unghia del dito mignolo. Il punto di agopuntura è situato su un meridiano che secondo la medicina tradizionale cinese porta l’energia Yang verso l’alto, dato che l’energia Yang è carente nelle gestanti il cui bebè si presenta di sederino, occorre produrre quel tipo di stimolazione per ridare energia alla donna. L’agopuntura è una tecnica che trae origine dalle medicina tradizionale cinese, la cui applicazione è sempre più diffusa anche in Occidente e in Italia, proprio per la mancanza di controindicazioni, l’agopuntura è particolarmente indicata in gravidanza per risolvere alcuni disturbi tipici, per alleviare i dolori del parto e per agevolare la capriola del feto, quando non avviene naturalmente.

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