Famiglia e Tempo libero

Ad ogni bambino il suo sport

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di Laura Pandolfi il
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Per un bambino la decisione di iniziare una disciplina sportiva rappresenta non solo l’occasione di fare attività fisica e divertirsi, ma può essere per voi genitori l’opportunità di essere aiutati dallo sport nel vostro ruolo di educatori. Ciò che per alcuni bambini si limita ad essere un momento per distrarsi o che rappresenta semplicemente uno svago per riempire i pomeriggi invernali è sempre più riconosciuto come uno spazio in cui è possibile fare pratica della vita.

Ma se una bambina chiede di essere iscritta ad una scuola calcio piuttosto che ad una scuola di danza? E’ bene sempre ricordare che nella scelta dello sport da praticare i bambini si pongono per la prima volta di fronte all’opportunità di sperimentare quale immagine desiderano dare di loro stessi nella realtà in cui vivono. Ad esempio, se vostra figlia desidera fare la ballerina è perché probabilmente è rimasta affascinata dalla femminilità e dalla delicatezza che la danza rappresenta, mentre per la ginnastica artistica magari si è semplicemente sentita ispirata dopo aver assistito ad un piccolo spettacolo di ruote e capriole. 

Quando invece è il genitore a scegliere lo sport si corre il rischio di scatenare l’incostanza nel praticarlo o l’abbandono a metà anno sportivo. Lo sport che i bambini vogliono praticare può dipendere da fattori genetici, ambientali ed educativi che li spingono a farsi un’idea del mondo che li circonda ed ad orientarsi in esso in base alle loro scelte. E’ sempre meglio quindi lasciare libero il bambino di cambiare sport, se chiede di poterlo fare, perché è il suo modo di capire ciò che sta cercando di essere.

Normale è anche il fatto che a volte si presentino delle limitazione logistiche alla possibilità di far svolgere ai bambini ciò che scelgono di fare. Ma sarebbe bene sempre proporre al bambino le varie soluzioni possibili e far decidere comunque a lui. Perché in questo modo rispettiamo la sua individualità che ne verrebbe oltretutto stimolata. Così il piccolo imparerà a ragionare facendosi ispirare da cosa percepisce di sé stesso, lasciando però comunque spazio agli adulti per aiutarlo a comprendere meglio ciò che desidera.

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