Salute

Acne neonatale: che cos’è e come si cura?

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di Michela Gregoris il
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L’acne neonatale è un disturbo abbastanza comune che colpisce i bimbi appena nati, simile in tutto e per tutto all’acne degli adulti: in effetti hanno le stesse cause, ma per fortuna nei neonati scompare naturalmente.

L’acne fa pensare più all’adolescenza che ai primi giorni di vita di un bambino, eppure la pelle del neonato – nell’immaginario comune sempre liscia e perfetta – risulta essere spesso grassa e cosparsa di piccoli brufoli arrossati. Si può essere portati a pensare a un disturbo allergico o una dermatite, ma in realtà l’acne del neonato è una condizione naturale e non rara che si risolve spontaneamente.

Si tratta di un disturbo ormonale, proprio come accade per l’acne in età adulta o per l’acne gravidica: i colpevoli sono, infatti, gli estrogeni, gli ormoni femminili prodotti in gran quantità durante la gravidanza per assicurare il normale sviluppo fetale. Appena nato, il bambino ha ancora in circolo il sangue della mamma e perciò anche i suoi ormoni. Le ghiandole sebacee sono stimolate dagli ormoni a produrre più lipidi (grassi) che vanno a infiammare i bulbi piliferi della pelle del neonato, provocando così la comparsa di quelli che comunemente chiamiamo brufoli, soprattutto sul mento, la fronte e le guance.

Al di là del fatto che scompare spontaneamente, per curare l’acne neonatale l’importante è comunque badare alla pulizia della pelle del neonato, lavandola quotidianamente con acqua tiepida e un detergente neutro. Vanno evitati invece oli e lozioni, perché questi ostruiscono i pori della pelle. Non è utile neppure variare l’alimentazione in allattamento: quello di cui il bambino si nutre non ha alcuna influenza sulla produzione sebacea del bambino.

Basterà pazientare qualche settimana, e il disturbo scomparirà da solo.

 

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