I primi tre mesi

Aborto spontaneo: come si riconosce e cosa fare

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di Michela Gregoris il
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L’aborto spontaneo indica l’interruzione spontanea della gravidanza entro la ventesima settimana. Nella maggioranza dei casi avviene entro il primo trimestre (ed è per questo che si tende a non rivelare il proprio stato di gravidanza prima della fine di questo periodo: un po’ per scaramanzia, certo, un po’ per essere certe che tutto proceda bene). Si tratta ovviamente di un momento delicato per ogni futura mamma, ma essere informate sulle cause e su come riconoscerne le avvisaglie può esservi di aiuto per affrontare nel modo migliore possibile un evento così delicato.

Innanzi tutto è necessario sapere che nella maggior parte dei casi non si può fare nulla per evitare l’aborto spontaneo: in particolare, esso infatti può essere determinato da un’anomalia cromosomica del feto, dovuto a difetti dello sperma o dell’ovaio, oppure da anomalie a livello dell’utero o della cervice.

Inoltre, è necessario porre attenzione a eventuali problemi ormonali della madre, infezioni o altri problemi di salute (monitorare lo stato di salute della madre è quindi importante al fine di prevenire un eventuale aborto spontaneo: il vostro medico e ginecologo vi daranno le giuste indicazioni!). Non va poi dimenticato l’importanza di uno stile di vita corretto: già prima del concepimento, è importante che la futura mamma si mantenga in salute, e in particolare andranno evitati fumo, alcol, droghe, alimentazione squilibrata, esposizione a sostanze tossiche e abuso di caffeina. Ecco poi una serie di altri accorgimento per mantenervi in salute (li avrete già sentiti, ma repetita iuvant):

  • assumete acido folico tutti i giorni;
  • praticate regolare esercizio fisico (ma evitate gli sport da contatto o ad alto rischio per il fisico);
  • proteggete la pancia;
  • evitate di assumere farmaci senza consiglio del medico;
  • evitate pericoli che possano provenire dall’ambiente circostante: malattie infettive, esposizione a sostanze tossiche o comunque dannose per l’organismo.

Ulteriori cause di aborti spontanei possano essere l’età avanzata della madre, traumi di vario genere e anche lo stress, che andrà evitato il più possibile in fase gestazionale.

Ma state tranquille! A meno di diverse indicazioni del vostro medico o ginecologo, rapporti sessuali e attività fisica moderata, in condizioni di gravidanza normale, non possono causare un aborto spontaneo.

A questo punto è necessario fornire alcune indicazioni su come riconoscere le avvisaglie di un aborto spontaneo. I sintomi più frequenti sono:

  • presenza di perdite marroni o di colore rosso vivo o perdite simili a mestruazioni;
  • mal di schiena di intensità da lieve a grave;
  • muco bianco-rosato;
  • dimagrimento;
  • diminuzione improvvisa dei segni della gravidanza

Nel caso delle perdite, non è detto che la presenza di sanguinamento vaginale nel primo trimestre siano sintomo di un aborto spontaneo, in quanto sono molte le donne che ne soffrono senza per questo giungere a quell’epilogo. In ogni caso, se avete dubbi o perdite sospette, rivolgetevi al vostro ginecologo che saprà come consigliarvi. In caso di minaccia d’aborto, il medico potrebbe prescrivervi riposo assoluto fino a quando la minaccia non sia rientrata. In questo caso, potreste essere in grado di evitare l’aborto e portare tranquillamente a termine la gravidanza.

Ma nel caso sfortunato in cui l’aborto spontaneo non possa essere evitato o sia già avvenuto, dovrete seguire una terapia, indicata dal vostro medico, che serve a evitare l’insorgere di infezioni o emorragie. Il vostro corpo, infatti, potrebbe avere bisogno di un aiuto per espellere i tessuti del feto. In caso di aborto nelle primissime settimane di gravidanza, l’intervento medico potrebbe non essere necessario. In caso contrario, invece, si interviene con la revisione uterina (dilatazione e raschiamento). In seguito sarà necessario tenere sotto controllo il sanguinamento, anche dopo il rientro della paziente dall’ospedale, perché l’emorragia potrebbe ancora intensificarsi o la paziente potrebbe soffrire di brividi o febbre: in tal caso rivolgetevi immediatamente al ginecologo.

Anche nel caso di aborto spontaneo a inizio gravidanza, non va sottovalutata la portata psicologica dell’evento. Se sentite di avere bisogno di sostegno chiedete consiglio al medico e non isolatevi: circondarvi dei vostri affetti potrà aiutarvi a riacquistare la serenità di cui avete bisogno, magari per ritentare con un’altra gravidanza, nel momento in cui vi sentite pronte. Ricordate infatti che subire un aborto spontaneo non vi preclude la possibilità di portare a termine con successo una gravidanza in futuro.

 

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