Coppia e Gravidanza

A chi somiglierà nostro figlio?

Foto del Profilo
di Carla Pistone il
Commenti (0)

Molti sono gli interrogativi e i miti paralleli che accompagnano l’evento della gravidanza.

somiglianze

Sul sesso del nascituro, per esempio: una credenza vuole che se il pancione ha una forma piuttosto appuntita si tratta di un maschio, se è tondeggiante invece sarà una femmina. Più grave è il fatto che per secoli sono state colpevolizzate le donne che non hanno generato un figlio maschio nonostante molteplici gravidanze. In realtà il sesso del bambino dipende più dal padre che dalla madre, se proprio vogliamo individuare un responsabile: lo spermatozoo che feconda l’ovocita infatti, può contenere un cromosoma sessuale X oppure un cromosoma sessuale Y; nel primo caso, poiché l’ovocita contiene sempre il cromosoma sessuale X, la fecondazione ricompone la coppia cromosomica XX e dà origine a una femmina; nel secondo caso, si ricompone la coppia XY e nascerà un maschio.

Altrettanti miti riguardano le somiglianze somatiche del bambino che sta per nascere. Già l’antico filosofo greco Parmenide scriveva che quando il seme (lo spermatozoo) proviene dal testicolo destro, allora i figli somigliano al padre, mentre se proviene dal testicolo sinistro somigliano alla madre; ma sosteneva anche che maschio e femmina sono sempre in lotta e i figli somigliano a quello dei due che riporta la vittoria. Una credenza più moderna e diffusa vuole invece che i figli maschi assomiglino alla madre e le figlie femmine al padre.

La scienza invece insegna che i tratti somatici del nascituro dipendono da leggi genetiche ben precise che non hanno niente a che fare con i miti e le leggende, e così complesse da rendere incerte tutte le supposizioni che si possono avanzare durante la dolce attesa. Infatti il nostro corredo genetico (DNA) è formato da 23 coppie di cromosomi, e per ogni coppia un cromosoma proviene dalla madre e l’altro dal padre. Questi cromosomi contengono i geni, cioè le porzioni di DNA che trasmettono ai figli il gruppo sanguigno, il colore dei capelli e degli occhi, i lineamenti e tutti gli altri caratteri somatici.

Tra i geni di provenienza paterna e materna che si appaiano per formare il corredo genetico del bambino e che controllano uno stesso carattere (per esempio il colore degli occhi), uno è dominante e l’altro è recessivo; per esempio, semplificando un poco, nel caso del colore degli occhi il gene dominante è quello del colore marrone, che prevale sempre sull’azzurro. Se però la coppia cromosomica che viene a comporsi nel corredo genetico del bambino è composta da geni entrambi recessivi, per esempio il gene degli occhi azzurri, allora il bambino avrà gli occhi azzurri. Anche se i genitori hanno ambedue gli occhi marroni! Infatti i geni recessivi possono “nascondersi” nel patrimonio genetico dei genitori – che li hanno ereditati dai loro ascendenti senza esprimerli anatomicamente –  e manifestarsi a livello somatico solo nella prole, quando si appaiano con lo stesso gene recessivo proveniente dal corredo genetico del partner.

Non è tutto: anche i caratteri non somatici, come il temperamento e la personalità del bambino, il suo modo di ridere, gesticolare e camminare, la predisposizione a manifestare una malattia o un particolare talento, sono ereditati dai genitori in base alle stesse complesse leggi genetiche, anche se subiscono notevolmente  l’influenza dell’ambiente in cui nostro figlio crescerà. Il nostro bambino sarà quindi il risultato degli incroci dei caratteri ereditari che si sono verificati nel tempo nella genealogia paterna e materna, e dei fattori ambientali e culturali in cui sarà allevato.

Complicato? E’ per questo che sono nati i miti!

Hai trovato utile questo articolo?
VOTA

Commenti

commenti