Dal quarto al sesto mese

6 passi per affrontare la preeclampsia in gravidanza

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di Michela Gregoris il
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La preeclampsia è un disturbo che si presenta nel 14% delle gravidanze alla fine del secondo trimestre o durante il terzo, consiste in ipertensione e alti livelli di proteine nelle urine.

Anche se difficilmente capita di soffrire di preeclampsia alle donne che non presentano problemi di pressione prima o durante la gravidanza, bisogna comunque prestare attenzione durante i mesi di gestazione. L’importante è conoscerne i sintomi della preeclampsia e gestire al meglio la situazione in caso di comparsa del disturbo.

Ecco, allora, 6 passi per affrontare la preeclampsia in gravidanza, che speriamo possano essere utili a tutte le donne in dolce attesa.

1. Fare attenzione ai sintomi: è il passo più importante, perché solo così è possibile intervenire subito e intraprendere i comportamenti quotidiani suggeriti dai medici, cui dovrete conformarvi in caso di preeclampsia. I principali sintomi di un’elevata concentrazione di proteine nelle urine in gravidanza sono: un rapido aumento della pressione sanguigna e del peso, gonfiore a mani e viso; nei casi più gravi si avranno anche mal di testa persistenti, minzione poco frequente, dolori addominali e cambi preoccupanti della visione.

È inoltre importante sapere fin dall’inizio della gravidanza se si è soggetti a rischio preeclampsia: prima si scopre di soffrire del disturbo prima si potrà intervenire. Solitamente hanno un maggior rischio di soffrire di tale disturbo le donne in sovrappeso; quelle che portano avanti una gravidanza è gemellare; donne con più di 35 anni; future mamme con problemi di ipertensione, di diabete o patologie renali.

2. Pianifica visite regolari con il medico: misurazioni regolari della pressione, analisi di sangue e urine, test ecografici per il bambino saranno più frequenti nei casi di preeclampsia gravidica, ma serviranno a tenere la situazione sotto controllo e ad assicurarsi che la cura prescritta dal medico stia avendo l’effetto voluto. Solo in caso di grave e veloce peggioramento delle condizioni – della mamma e del bambino – possono far decidere al medico di indurre il parto in anticipo o ricorrere a un parto prematuro, unico vero modo per curare la preeclampsia.

3. Più acqua e meno sodio: il più semplice dei rimedi per abbassare la pressione, cui ricorrere quotidianamente, è quello di ridurre il sale nell’alimentazione e bere molta acqua, in modo da abbassare i livelli di sodio nel sangue. Sarà sicuramente di aiuto!

4. Riposo: limitando l’attività fisica si potrà tenere stabile la pressione sanguigna, quindi è facile che il medico ordini riposo assoluto o quasi per tutta la giornata. Non è facile, ma per la salute di mamma e bambino è fondamentale non disattendere gli ordini del medico.

5. Farmaci: in alcuni casi potrebbero venire prescritti dei farmaci per la preeclampsia: oltre ad assumerli, continua a seguire le raccomandazioni di riposo del medico e una dieta adatta. E’ bene sottolineare come tale terapia farmacologica non serva a curare definitivamente il disturbo, ma solo a tenerlo sotto controllo.

6. Pianifica un parto indotto o cesareo: c’è la possibilità che si presentino complicazioni della preeclampsia, in tali casi l’unico modo per risolvere il problema senza danneggiare madre e neonato sarà un parto prematuro. Sarà, perciò, necessario discutere con il medico che deciderà se sia il caso di pianificare un travaglio indotto o di procedere col ricovero ospedaliero della paziente, in modo da poter tenere sotto controllo l’evoluzione della preeclampsia e intervenire tempestivamente se necessario.

Per quanto non sia una condizione ideale, bisogna ricordare che la maggior parte delle donne a cui viene diagnosticata la preeclampsia portano a termine la gravidanza con successo e hanno figli sani: la cosa importante è informarsi bene su quello che c’è da fare, farsi seguire con regolarità dal medico di fiducia e seguire a propria volta con attenzione tutti i suoi consigli.

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